VEGANUARY. A GENNAIO SI FA LA SFIDA VEGANA

Veganuary è il più grande movimento vegano nel mondo che avvicina un numero sempre più alto di persone all’alimentazione vegetale, almeno nel mese di gennaio. Il nome dell’iniziativa deriva dalla fusione del termine January (gennaio in inglese) e, appunto, “vegano”, veg. Se l’inizio del nuovo anno segna per molti un punto di inizio per una rinnovata partenza, che si accompagna a lunghe liste di buoni propositi, non esiste mese migliore per provare un cambiamento così importante nella propria alimentazione.

https://www.essereanimali.org/2021/12/gennaio-2022-veganuary-mese-vegan/

Come è nato Veganuary e di cosa si tratta?

Veganuary è un’associazione no-profit nata nel 2014 in Regno Unito per diffondere l’alimentazione plant-based e le motivazioni che ne stanno dietro: etica verso gli animali, salvaguardia dell’ambiente, salute, ma non solo. Chiunque decida di aderire all’iniziativa, iscrivendosi gratuitamente ad una newsletter, riceve via mail una sorta di “kit di sopravvivenza”, una guida utile per affrontare la sfida: liste di ristoranti vegan friendly; suggerimenti su prodotti da acquistare ed un ricettario tutto vegetale da seguire per il mese in corso, ma anche in occasioni successive. Dunque, ogni giorno per 31 giorni, coloro i quali aderiscono alla challenge ricevono anzitutto suggerimenti di piatti veg da sperimentare e, perchè no, condividere sui social media con i profili @EssereAnimali e @IoScelgoVeg (potete iscrivervi alla newsletter qui).

Dalla prima edizione, il movimento ha raddoppiato i suoi numeri quasi ogni anno, fino ad arrivare nel 2021 ad un numero di iscritti pari a 580 mila in 209 paesi del mondo.

Fonte: Veganuary. L’immagine mostra l’andamento della campagna Veganuary dal 2014 al 2020

Adesioni in Italia e gli effetti positivi

Fino ad oggi, l’Italia si è mostrata uno dei Paesi con maggiore interesse nella sfida lanciata da Veganuary, piazzandosi lo scorso anno al settimo posto mondiale con oltre 31.000 iscritti. Un recente sondaggio dell’associazione ha rilevato che sei mesi dopo aver completato il mese vegetale, l’82% dei partecipanti che non seguiva un’alimentazione vegetale al momento dell’iscrizione ha mantenuto una sostanziale riduzione del consumo di prodotti animali. In particolare, di questi il 30% ha dichiarato di seguire ancora una dieta totalmente vegana, il 38% ha ridotto il consumo di carne e derivati animali del 75% e il 14% ha ridotto il proprio consumo del 50%.

Veganuary è un percorso che può coinvolgere i singoli, ma non solo. Anche le aziende possono avere un ruolo altrettanto determinante perché, ampliando e promuovendo la loro offerta di prodotti a base vegetale, possono permettere a chiunque di vivere al meglio l’esperienza del plant-based, o addirittura di farne conoscenza. 

A gennaio 2020, a livello globale, sono stati lanciati sul mercato oltre 650 prodotti vegan e sono state inserite oltre 550 pietanze vegane ai menu dei ristoranti. Alla campagna dell’anno scorso hanno aderito alcuni colossi della ristorazione come Pizza Hut, che alla fine della sfida ha inserito la pizza Pepperphoni come voce fissa del menu; Pret a Manger, che ha lanciato il suo primo croissant vegano; KFC, che ha venduto un milione di burger vegani nell’arco di un solo mese; Deliveroo, che a gennaio 2020 ha riportato un +78% di ordini per i piatti vegani. 

Nell’anno in corso sono ancora più numerose le aziende che hanno deciso di aderire a Veganuary. In Italia promuovono il mese vegano i supermercati ALDI e catene della ristorazione come Rossopomodoro, Capatoast, Hamerica’s e Flower Burger, ognuna con offerte e proposte diverse per invitare i consumatori a scegliere le loro opzioni vegetali. Ma anche servizi di spesa a domicilio e delivery come Macai e SanaSana, l’app di prenotazione ristoranti TheFork e quella per i pasti aziendali PerPranzo, oppure shop online che a gennaio lanceranno nuovi prodotti o faranno offerte, tra cui Altromercato, principale realtà dell’Equo e Solidale in Italia. Per il settore beauty cruelty-free si trovano Lush e l’azienda Aveda che coinvolgeranno anche tutta la loro rete di saloni e punti vendita, mentre per quello alimentare Alpro, Cameo, Bontasana, Heura Foods, Future Farm, Vegamo, VegFather, Alinor, Il Cashewficio, Pangea Foods, Mozzarisella, Very’s, Food Evolution e Probios

Per una “Cucina Botanica”

Sui social, orma da qualche anno, è esploso il fenomeno Cucina Botanica che promuove la cucina 100% vegetale e non solo durante il Veganuary. Dietro questo profilo si trova Carlotta Perego, la giovane originaria di Monza che si impegna nella divulgazione di ricette vegane, con l’intento di proporre uno stile di vita “sano e sostenibile”. La sua notorietà, data anche dalla pubblicazione di due libri, ha dato alla cucina vegana la sua grande visibilità, seppur sempre accompagnata da un alone di confusione tra alcuni: cosa mangia un vegano? le uova? il latte? ma neanche il miele?

Qui di seguito il Tedtalk di Carlotta Perego che tutti dovremmo ascoltare, anche chi non è vegano e non ha alcuna intenzione di diventarlo, anche chi non sapeva cosa fosse il Veganuary fino a questo momento. Anche, e soprattutto, chi non sa se un vegano mangi o no il parmigiano e non conosce il motivo di questa scelta.

FONTI: https://www.essereanimali.org/ ; https://www.cucinabotanica.com/

Federica Siani

In copertina: foto di alimenti vegani, Sam Barnes, gqitalia.it

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