Famiglia: quando si ritorna a casa

“Famìglia s. f. In senso ampio, comunità umana, diversamente caratterizzata nelle varie situazioni storiche e geografiche, ma in genere formata da persone legate fra loro da un rapporto di convivenza, di parentela, di affinità, che costituisce l’elemento fondamentale di ogni società, essendo essa finalizzata, nei suoi processi e nelle sue relazioni, alla perpetuazione della specie mediante la riproduzione” (Fonte: Treccani).

Famiglia, quella parola tanto facile e comune quanto bella da pronunciare. Quel suono “gl” che sa di unione. Quella parola che sa di casa. Quella parola che avrà sempre un significato importante, ovunque si andrà. Pronunciata troppo spesso e troppo spesso sottovalutata, ma che per ognuno ha una storia diversa.

Cosa succede però quando una grande famiglia si divide? Non si parla di litigi o incomprensioni, ma di scelte di vita, di speranze in un futuro migliore. Si parla di andare via dalla propria casa, dalla propria città, dal proprio paese, dalle proprie abitudini, dalla propria gente in cerca di maggiori certezze. Migliaia di famiglie, soprattutto meridionali, specialmente tra gli anni ’60 e ’70 del ‘900 hanno deciso di cambiare la propria vita e di spostarsi per necessità al Nord Italia, in Europa, nel mondo.

La città di Torino, fu una delle più gettonate, registrando ben 64.745 nuovi arrivi nel 1960, 84.426 nel 1961 e 79.742 nel 1962. A Torino nel 1969 vennero registrati 60.000 arrivi, metà dei quali provenivano dall’Italia meridionale. Nel complesso gli italiani che si trasferirono dall’Italia meridionale a quella settentrionale furono quattro milioni. (Fonte: Wikipedia)

Crediti immagine: iStock

Sono famiglie che lasciano tanta storia, aneddoti, sorrisi. Ma sono soprattutto famiglie che lasciano tanta nostalgia, in particolare quando a distanza di anni ci si riunisce. Non è sempre facile rincontrare tutti quei parenti sparsi in giro per il globo, ma quando succede, che sapore ha?

È vero, in quest’epoca targata social, restare in contatto è letteralmente a portata di mano, ma si sa, non è la stessa cosa. Quando una grande famiglia si ritrova dopo addirittura decenni l’emozione è tanta, ma lo è anche la confusione per certi versi. Si finisce in quella sorta di intreccio comico in cui si cerca di capire chi sia il nipote di chi e quali siano i nomi dei “nuovi arrivati”. Ma il tutto, alla fine si conclude con sorriso e con quella confidenza che dimostra che si è tutti legati dallo stesso sangue. Che anche se in quel momento il nome sfugge alla memoria, è come se ci si conoscesse da una vita. Si ritorna al “paese”, in quella città nella quale tutti sanno di tutti e ogni mattone, statua, bar sa di te, sa della tua storia, sa della tua famiglia.

Francesco Trono

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