A 15 anni vengo ucciso nelle Fosse Ardeatine

335 i corpi inermi. 335 vite spezzate. 335 fra giovani e adulti, con le mani legate dietro il busto, costretti ad entrare in una cava, ad inginocchiarsi e ad aspettare la propria morte. I gruppi di fucilazione erano composti da cinque persone. Si aspettava il proprio turno. Si entrava nelle Fosse Ardeatine e non si usciva più. Alla fine del mattatoio i fucilati risultarono essere cinque in più del previsto, ma, come riportò successivamente il capo dell’operazione, “ormai erano lì…”. Di questa follia, di questo massacro ce ne parla Giulia Arduino.

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