IVG: l’obiezione di coscienza e il corpo della donna come scenario dei conflitti

Sono stati molti quest’anno i movimenti e i cambiamenti radicali nell’apparente immobilità della pandemia.
Alla soglia del nuovo anno 2021 in Argentina l’aborto libero e sicuro diventa legge, le strade si riempiono di festanti mascherine e bandiere verdi.
Ma sono ancora molti i Paesi in cui questo diritto non è garantito o addirittura permesso solo in caso di stupro.
In Italia l’interruzione volontaria di gravidanza è regolata dalla legge 194. Lo scorso settembre, a circa 40 anni dal riconoscimento e dalla tutela per la donna che sceglie di abortire, sono scese in piazza le manifestanti rosa protestando a gran voce per l’esercizio ostacolante e irrispettoso dell’obiezione di coscienza, che spesso mette in serio pericolo la vita delle pazienti. Ma la questione è controversa e più ingarbugliata di quel che sembri. In questo articolo Arianna Guidotto analizza il fenomeno mettendone in luce le molteplici sfaccettature.

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La controversa circolare piemontese sull’aborto farmacologico

Ricordate il caso dell’Umbria di questa estate, quando la Giunta aveva previsto l’obbligo di ricovero ospedaliero di tre giorni per l’assunzione della pillola abortiva, la RU 486? Le proteste erano state molte e il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva risposto dichiarando l’aggiornamento delle linee guida, avvenuto il 13 agosto 2020: ora le Linee di…

Un piccolo passo avanti nell’applicazione della Legge 194?

Il mai risolto dibattito sull’IVG (interruzione volontaria della gravidanza) si era riacceso a giugno, quando la Regione Umbria, guidata dalla presidente leghista Donatella Tesei, aveva abrogato la decisione presa dalla precedente amministrazione regionale, ripristinando l’obbligo di ricovero ospedaliero di tre giorni per l’assunzione della pillola abortiva, la RU 486. L’IVG infatti – di cui abbiamo…