Luride, agitate, criminali: l’istituzione manicomiale e il controllo sui corpi delle donne

Luride, agitate e criminali è il risultato del lavoro di ricerca della storica Candida Carrino: lo studio delle cartelle cliniche delle donne internate in manicomio tra il 1850 e il 1950 ci restituisce una ricca galleria di protagoniste: dalle vedove alle prostitute, dalle idiote alle immorali, dalle infanticide alle uxoricide, dalle lesbiche alle deflorate. Donne vittime della violenza sociale e della violenza psichiatrica, grazie alla cui storia noi impariamo a conoscere i meccanismi delle istituzioni manicomiali attraverso i carteggi rinvenuti.

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Il fascino dell’insolito: la poetica dei nonluoghi

Supermercati, corridoi scolastici, autogrill, parcheggi, sale d’attesa, sale giochi abbandonate, centri commerciali chiusi. Alcuni luoghi che frequentiamo quotidianamente, al di fuori del loro contesto, possono assumere un fascino particolare ed evocare sensazioni peculiari: sentimenti di nostalgia, di euforia, di disorientamento e di paura. I luoghi liminali sono simboli della cultura contemporanea. Ce ne parla la redattrice Sofia Racco in quest’articolo.
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CREATIVA-MENTE: la creatività non è per pochi

Se vi dicessi che ognuno di noi è potenzialmente creativo quanto Einstein? Forse reagireste increduli, eppure Alessia Congiu (origin_ale), nel suo nuovo articolo, partendo dai dati di ricerche neuroscientifiche vi farà ricredere!
L’unico invito alla lettura è: lasciati sorprendere o, meglio, let it flow.

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Il trauma come stereotipo narrativo: l’articolo di Parul Sehgal sul New Yorker

«Le parole che ci vengono sulla punta della lingua quando parliamo della nostra sofferenza sono sempre e soltanto nostre?»

La redattrice Sofia Racco commenta l’articolo di Parul Sehgal per il New Yorker sull’esplorazione della dimensione del trauma nell’ambito narrativo contemporaneo, sui rischi del suo uso eccessivo e sulle sue potenzialità narrative.

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Forse dovresti parlarne con qualcuno: un libro per scoprire o riscoprire sé stessi

Forse dovresti parlarne con qualcuno è un libro-fenomeno internazionale del passaparola scritto dalla psicoterapeuta statunitense Lori Gottlieb. Pubblicato per la prima volta in Italia nel 2021 da Mondadori, il libro racconta le vicissitudini personali della scrittrice, soprattutto di un particolare periodo della sua vita. Lori, su consiglio delle amiche, decide di intraprendere un percorso terapeutico con il dottor Wendell. Un libro capace di entrare nei cuori dei lettori e di suscitare in loro emozioni contrastanti. Un libro adatto solo alle anime coraggiose. Divertente, commovente e saggio.
Ce ne parla in questo articolo la nostra redattrice Rosalba Franchino

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Animenta: raccontare per sensibilizzare. Intervista tra anime toniche

Aurora, Laura e Riccardo sono le anime fondatrici di Animenta, associazione nata con l’intento di parlare di Disturbi del Comportamento Alimentare. La nostra redattrice Alessia (@origin_ale) li ha conosciuti in un’intervista arricchente e tonificante, in concomitanza del compimento di un anno di attività.
Se siete curiosi di scoprire il mondo che si cela dietro i progetti che questi ragazzi propongono, andate a leggere l’articolo!

@animenta_dca

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Hikikomori, un fenomeno sociale. Intervista a Elena Carolei.

Il termine hikikomori viene dal giapponese e significa letteralmente “stare in disparte”. Esso deriva dalle parole hiku (“tirare”) e komoru (“fuggire”) e indica una persona che ha scelto di “scappare” fisicamente dalla vita sociale di persona, spesso isolandosi e confinandosi in casa o nella propria stanza. Questo tipo di scelta è dettato da fattori personali e sociali di varia natura. In Italia il fenomeno è diffuso, ma molto poco conosciuto. Per permettere a questa condizione di avere la visibilità che merita di avere, la nostra redattrice Malvina Montini (@malvim95) ha intervistato Elena Carolei, presidente di Hikikomori Italia Genitori.

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Università e salute: che fine hanno fatto?

5/12 am Federica Seni

In questi ultimi due anni, che fine hanno fatto l’istruzione, gli studenti e le scuole in generale? Quando si accende la TV, si sente parlare di qualunque argomento o prodotto: dalle patatine fritte buonissime sull’isola più sperduta dell’Oceano Indiano all’ultimo modello di scarpa cosmica, che ti mostra lo spazio mentre passeggi. Ma che ne è stato della salute mentale degli studenti? La nostra redattrice Federica Seni ha raccolto con un sondaggio le opinioni degli studenti dell’Università di Torino sulla salute mentale e su quanto, secondo loro, l’Università e i media hanno contribuito a far fronte a questa situazione.

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IG: @mrs.docker
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Potere alle parole (giuste)

Mai come in quest’ultimo anno abbiamo capito l’importanza di scegliere le parole giuste, tanto da avere la necessità di crearne di nuove, in un vero e proprio “glossario della pandemia”.

Se da un lato c’è l’intuizione che esista una realtà a sé stante, la cui esistenza è indipendente dal modo in cui la descriviamo, dall’altra c’è la constatazione che i nomi che diamo alle cose non sono quasi mai semplici etichette, ma gesti sociali veri e propri, che guidano il modo in cui interpretiamo il mondo.

In che modo il linguaggio partecipa alla creazione della realtà, e perché – per dirla alla Nanni Moretti – “le parole sono importanti”?

Ce ne parla Rebecca Boazzo nel suo nuovo articolo.

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@a_wandering_sociolinguist

Nella mente di un procrastinatore

Se guardando questo post hai pensato: “Dai, questo articolo lo leggo domani”, allora è proprio l’articolo che fa per te. Quante volte ci siamo detti la famosa frase: “Comincio lunedì?”. Forse una di troppo.

Siamo tutti un po’ procrastinatori, ma sappiamo che cosa succede nella nostra mente quando rimandiamo qualcosa?

Scopriamolo leggendo questo articolo di Beatrice Segato, ispirata dal TedTalk di Tim Urban, blogger e procrastinatore seriale.

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