Il “caso” Unieuro: la beffa continua

Come volevasi dimostrare il cosiddetto “caso Unieuro” non è rimasto a lungo un episodio isolato. Al celebre post del Social Media Manager (alias SMM) impazzito del 13 gennaio scorso hanno presto fatto seguito nuove, esilaranti, vicende.
In primo luogo l’immagine pubblicata da Taffo Funeral Services che, come suo solito, ha sfruttato l’occasione per fare del black humor gratuito.
Dopodiché due risposte inattese, direttamente dal mondo dei beni culturali, in genere meno avvezzo a simili espedienti. Dapprima il Museo Etrusco di Villa Giulia, che ha pubblicato un’immagine provocatoria e una didascalia perfettamente in linea con il post del fortunato precurose di genere (il nostro #SMM impazzito). Poi, la risposta nostrana: si tratta dei due ironici post pubblicati da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, l’associazione torinese da anni impegnata nello sviluppo e nella promozione dell’arte contemporanea.

Il caso Unieuro: lo spot della lavatrice che impazza sul web

Se il 2020 era già stato, di per sé, un anno particolarmente insolito, il 2021 non sembra essere da meno.
È di pochi giorni fa la trovata pubblicitaria di colui che ora è divenuto comunemente noto come “il social media manager impazzito” di Unieuro. La pagina Facebook del noto brand ha infatti postato quella che apparentemente sembrava soltanto un’innocua e comunissima immagine pubblicitaria, ma che sul web, invece, pare aver lasciato tutti quanti a bocca aperta.
Anziché la solita descrizione del prodotto con una frase ad effetto, la didascalia della foto si è rivelata essere un discorso molto informale nel quale il social media manager dell’azienda raccontava ai lettori di aver fatto un corso di aggiornamento e di aver imparato a fare le “markettate”. Il tono colloquiale e scherzoso ha reso questo post un fenomeno mediatico.