1899, UN FENOMENO A METÀ

È normale legarsi a una serie tv, ai personaggi che, in un modo o nell’altro, ci rappresentano. Ci immedesimiamo nelle loro storie, nelle vicende che si dipanano e intersecano fino a che quel complesso e tortuoso groviglio non viene, finalmente, dispiegato.

Tutto trova il suo finale. Tutto. O meglio, quasi tutto. Non sempre un prodotto visivo continua: a volte rimane incompiuto, fermo nella trama e nello sviluppo; è come se i personaggi e i loro avvenimenti venissero messi in stand-by. È come se essi rimanessero bloccati in un gioco spento, in attesa che i loro creatori ‒ i loro “proprietari” ‒ riaccendano la macchina generatrice e diano loro, ancora, vita.

Questo è ciò che è accaduto a una serie tv uscita il 17 novembre scorso: 1899, creata dagli stessi ideatori di Dark (serie che ha ottenuto molto successo tra il 2017, anno del debutto, e il 2020).

“Gli immigrati su un piroscafo in viaggio da Londra a New York sono coinvolti in un misterioso enigma dopo aver trovato una seconda nave alla deriva in mare aperto”

Questa è la sinossi con cui è stata presentata al pubblico, ma nonostante abbia incuriosito molti utenti e ottenuto risultati importanti (il 75% di gradimento su Rotten Tomatoes, ad esempio), 1899 non ha raggiunto tutti i risultati sperati e, alla fine, la “nave” su cui l’intera produzione, compresi i registi e gli attori, navigava, è affondata all’inizio di quest’anno.

Si può dire che il 2023 non sia cominciato al meglio.

“Con il cuore pesante, vi dobbiamo riferire che 1899 non verrà rinnovata. Ci sarebbe piaciuto poter concludere quest’incredibile viaggio con una seconda e terza stagione, così come abbiamo fatto per Dark. Ma a volte le cose non vanno come avevamo pianificato. È la vita. Sappiamo che questa sarà una delusione per milioni di fan lì fuori. Ma vogliamo ringraziarvi dal profondo dei nostri cuori per aver fatto parte di questa meravigliosa avventura.

Vi amiamo. Non dimenticatelo mai.

Bo & Jantje”

È così che Jantje Friese e Baran Bo Odar, i creatori della serie, hanno annunciato questa terribile notizia. E sì, utilizziamo quest’aggettivo, perché i fan si sono scatenati, tra critiche e incomprensioni.

Sui social network, come Twitter ad esempio, sono comparsi commenti e pareri di ogni tipo: da chi accetta pacificamente la cancellazione a chi attacca la piattaforma Netflix, accusandola di rinnovare serie che non meriterebbero alcun sequel ed eliminare quelle che, invece, dovrebbero avere un futuro, sino a giungere a coloro che promuovono l’importanza della democrazia e hanno creato un sito apposito per chiedere il rinnovo tramite una petizione, con la speranza che questo serva a dare a 1899 una chance, la possibilità di elevarsi, di proseguire, di continuare a esistere.

Le politiche di marketing e gli accordi economici e finanziari che influenzano le decisioni delle case di produzione non sono facili da comprendere: ci sono troppi fattori di cui tener conto, come il budget che se viene superato può causare disagi e problemi di fiducia con i produttori. O, semplicemente, non sempre si hanno abbastanza fondi per poter pagare le spese che le riprese, la scenografia e gli attori stessi richiedono.

Non è stata una serie di successo come le due prodotte da Ryan Murphy, The Watcher e Dhamer, o come Wednesday o persino come The Sandman, eppure le dinamiche e il colpo di scena finale ‒ che non spoileriamo ‒ sono stati notevolmente graditi, come appare dai commenti online. È difficile riuscire a descrivere questa serie senza cadere in anticipazioni indesiderate, ma si può dire che tutto è diverso da come sembra e la presenza di un cast così eterogeneo ha consentito di rendere il prodotto davvero innovativo e interessante. Le storie e i flashback sul passato di Daniel Solace, di Maura Franklin, del piccolo Elliot si susseguono creando complicati quanto affascinanti retroscena su ogni passeggero di una nave che si scopre avere sempre più segreti.

È stato un “fenomeno a metà”, come ci piace ‒ tristemente ‒ definire casi come questo. Un prodotto che ha del potenziale e che, forse, potrebbe, tra qualche anno, se le visioni, le necessità e gli obiettivi di Netflix cambieranno (come ci sembra probabile), ritornare sui nostri schermi. Si spera che il gruppo ristretto che ora apprezza certi generi di prodotti visivi diventi, negli anni a venire, sempre più ampio.

Nel frattempo, ciò che possiamo concederci è un bel rewatch, che male non fa. Magari alcuni vuoti e mancanze potranno essere colmati.

Erika Morrone

Crediti immagini:

1. Instagram

2. https://pin.it/7eie3rt

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