Smart Mobility: cos’è e quali benefici può portarci

Una rivoluzione delle modalità di spostamento delle persone sta travolgendo, ormai da qualche anno, le nostre città: si tratta della Smart Mobility. Ma che cos’è? Diamo una definizione. Con il termine Smart Mobility si fa riferimento a delle nuove modalità di spostamento: intelligenti perché volte a ridurre il traffico stradale, ecosostenibili perché intente a ridurre le emissioni di CO2 prediligendo l’utilizzo di veicoli elettrici di piccole (monopattini, biciclette a pedalata assistita) e grandi dimensioni (auto e bus elettrici).
Ma la Smart Mobility non significa solamente veicoli elettrici. Un più semplice esempio di questo principio può essere anche l’utilizzo della classica bicicletta, o del monopattino, o l’andare a piedi.

Insomma, la Smart Mobility non è necessariamente un dominio di nuove tecnologie costose e riservate alle metropoli più benestanti, ma è un progetto che ognuno di noi, nel proprio piccolo, può contribuire a realizzare. Basta preferire l’utilizzo dei mezzi pubblici o di tutta quella flotta di mezzi del panorama car/bike/scooter sharing all’attraente comodità della propria auto, o all’ebrezza del viaggio in moto per compiere veri e propri atti di Smart Mobility.

I principi cardine della Smart Mobility sono:

  • la flessibilità, perché c’è un’ampia gamma di soluzioni possibili per spostarsi e sta al “viaggiatore” decidere quale percorso e quale mezzo utilizzare per raggiungere la propria destinazione;
  • l’efficienza, in quanto si minimizza (o azzera) l’impatto sull’ambiente dei mezzi utilizzati pur mantenendo relativamente alti gli standard di confort di chi viaggia;
  • la sicurezza, siccome una riduzione del traffico stradale può quasi sicuramente portare ad una diminuzione dei sinistri;
  • l’integrazione, in quanto, per raggiungere una destinazione, potrebbe risultare necessario l’utilizzo di più mezzi. Questo potrebbe anche arricchire il significato che diamo al viaggio (il tragitto del mattino per andare a lavoro potrebbe smettere di essere il solito noioso viaggio in auto e potrebbe diventare un’avventura tra bus, bike sharing e monopattini elettrici!);
  • la sostenibilità (forse il principio più importante fra tutti quelli citati fino ad ora), perché le attuali modalità di spostamento non lo sono per niente e v’è la necessità di evolversi in senso green (ma che sia green davvero e non solo di facciata, che sia un green consapevole).

È anche un discorso sul saper cambiare le proprie abitudini: è necessario farlo ora in quanto il nostro modo di muoverci (e, più in generale, di vivere) è totalmente insostenibile, non destinato a durare ancora per molto.
La frenetica vita quotidiana ci richiede di muoverci da un punto all’altro del mondo in continuazione e, se proprio dobbiamo farlo perché non si riesce a capire che continuando così si logora non solo l’ambiente ma proprio l’essere umano, allora è meglio farlo in maniera sostenibile per lo meno per l’ambiente.

In conclusione, tutti noi possiamo prendere parte attivamente alla transizione verso una sempre più compiuta Smart Mobility, basta essere consapevoli che le modalità di spostamento convenzionali hanno fatto oramai (fortunatamente) il loro corso.
Una nuova era di mobilità intelligente si approssima.

Riccardo Piazzo

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