Il postmoderno dei Pinguini Tattici Nucleari

Il così detto postmoderno è un fenomeno culturale che ha preso animo a partire all’incirca dagli anni Ottanta del secolo scorso, invadendo diverse forme di espressione intellettuale come il cinema, la letteratura e la musica. L’impatto della postmodernità è stato talmente forte da essersi insediata fino ai giorni nostri, in modo più o meno evidente. Caratteristica principale di questo fenomeno è il costante riferimento a cose già dette, già viste, rivisitate e riadattate con una veste nuova. Una specie di collage dei più importanti riferimenti pop del passato e del presente, che si classifica pienamente nell’ottica della società capitalistica.

Nel cinema uno dei massimi registi ad aver assorbito il postmoderno nel proprio stile autoriale è, senza ombra di dubbio, Quentin Tarantino. Film insoliti per l’epoca, ricchi di riferimenti impliciti o espliciti agli universi della cultura di massa, tecniche narrative impattanti e citazionistiche. Uno dei suoi motti più conosciuti è proprio i grandi artisti non copiano, rubano.”. Ed è proprio in questo che si traduce l’essenza del postmoderno: catturare le particolarità della cultura pop e plagiarle con raffinatezza.

Oggi, in Italia, tra gli artisti che utilizzano tecniche narrative propriamente postmoderne in modo esplicito e originale ci sono i Pinguini Tattici Nucleari, band indie-pop che negli ultimi anni ha surfato le onde più alte delle classifiche. Una peculiarità che salta all’orecchio di un ascoltatore attento è proprio la grande quantità di easter eggs presenti nei testi delle loro canzoni.

Newmusic.it

I componenti del gruppo sono nati tutti tra il 1991 e il 1994, anni in cui il postmodernismo brillava della sua massima luce e si nota facilmente l’influenza del fenomeno culturale. In ogni canzone dei Pinguini Tattici Nucleari vi è almeno una citazione o un’evocazione a un’immagine chiara della cultura di massa. Ma facciamo qualche esempio…

La storia infinita

Esser felici dura il tempo di un ballo

Fra Dustin e Nancy

In questa canzone del 2020, oltre a un palese riferimento alla Pasqua in lockdown, possiamo osservare un easter egg riferito a una delle serie TV (anch’essa postmoderna) che più ha influenzato la pop culture degli ultimi anni: Stranger Things, fonte d’ispirazione anche per il videoclip ufficiale del brano. I versi si riferiscono a una scena dell’episodio 2X09 La porta, in cui il giovane Dustin, rimasto solo e amareggiato al ballo scolastico, viene invitato dalla più grande Nancy a danzare, un’immagine cristallina per il grande pubblico della serie e non solo. Inoltre, il titolo della canzone cita il romanzo di Michael Ende, il cui omonimo adattamento cinematografico è accompagnato dalla colonna sonora Never Ending Story di Limahl, la stessa canzone che ricorre sovente in Stranger Things.

E siamo solo mostri con una grande paura

Di trovare un bambino sotto al letto

Riferimento più implicito rispetto al precedente, ricorda il film Disney Pixar Monster & Co. in cui mostri addestrati a spaventare bambini di notte e ricavare energia dalle loro urla, si terrorizzano alla vista di un bambino al di fuori del posto di lavoro.

Irene

Ricordami come Neville Paciock

In un mondo di Draco Malfoy

La saga di J.K. Rowling, caposaldo della cultura anni ’90-2000 sembra essere una costante nelle canzoni dei PTN, da loro utilizzata come una sorta di ingrediente segreto che arricchisce il sapore finale del brano. Neville Paciock, personaggio buono, è tra coloro che si sviluppano maggiormente all’interno dei libri, compiendo un passaggio da una situazione iniziale di bambino ingenuo e fifone, sino a diventare un giovane uomo impavido. Antitesi di Draco Malfoy, antagonista che compie un percorso inverso: da bullo arrogante e autoritario, diventa debole e alla mercé di Voldemort e dei suoi alleati.

Oltre ai simpatici collegamenti a Harry Potter, è degno di nota il verso:

Le mie mani Brigate Rosse accarezzano te che sei Aldo Moro

Esempio di come anche i fatti di cronaca possano costituire un importante universo di riferimenti culturali impattanti.

Giovani Wannabe

Figli dei fiori del male, guerre lontane […]

Sul viso leggi il mio passato come Dorian

In questa canzone possiamo notare come le citazioni si spingano anche verso la grande letteratura europea: nel ritornello del recente “tormentone estivo” i PTN si riferiscono esplicitamente a I fiori del male di Baudelaire e a Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.

Ringo Starr

Canzone emblema di questa tecnica narrativa caratteristica dei Pinguini Tattici Nucleari è sicuramente la sanremese Ringo Starr, in cui quasi ogni verso è una strizzata d’occhio pop: Ringo Starr il Beatles più sottovalutato dai fan; Il Re Leone, la sua colonna sonora Il cerchio della vita e le tre iene antagoniste di Simba; il programma televisivo L’eredità. E ancora: la canzone Africa di Toto, Batman e Robin, Robin e Ted di How I Met Your Mother.

Insomma, un articolo non consente uno spazio sufficientemente ampio per analizzare come la postmodernità pervada i testi dei PTN, ma c’è un modo molto più interattivo per approfondire l’argomento: ascoltare attentamente i brani dei loro dischi e cercare gli easter eggs in essi presenti. Una citazione che riassume alla perfezione il modus operandi dei Pinguini si trova proprio al fondo di Scatole,

Ma le canzoni in fondo sono solo scatole
Dove la gente si rifugia quando fuori piove.

Giulia Calvi

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