Basta guerra sui nostri corpi: la marea transfemminista del 26 novembre

Per essere autenticamente visionarie dobbiamo fare in modo che la nostra immaginazione si radichi nella nostra realtà concreta e al contempo immaginare possibilità che vanno al di là di questa realtà.”.

Questa frase di Bell Hooks, tratta dal suo Il femminismo è per tutti: una politica appassionata, può essere usata per riassumere lo spirito della manifestazione nazionale di “Non Una di Meno” tenutasi a Roma il 26 novembre in prossimità della Giornata mondiale contro la violenza di genere.

Il corteo si è mosso da piazza della Repubblica per raggiungere piazza San Giovanni. La partecipazione è stata immensa: 50.000 le persone in strada, arrivate a Roma con bus provenienti da tutta Italia. Innumerevoli gli slogan e i cartelli, uno su tutti lo striscione di apertura che recita “Rivolta transfemminista”: una rivolta trasversale che comprende diverse voci e diverse lotte, da quella per il diritto all’autodeterminazione e all’accesso libero e gratuito all’IVG, al supporto alle lotte delle donne curde.

Dalla marea transfemminista si è levato un grido potente portatore di diverse istanze: un urlo contro la guerra, la guerra contro i corpi delle donne, alla loro autodeterminazione e al loro diritto di essere liberi e di desiderare. Si è sentito l’urlo di Jin Jiyan Azadi “Donna Vita e Libertà, frase che ci riporta alle rivolte delle donne iraniane e alla loro lotta quotidiana per la libertà. Le voci di migliaia di donne presenti hanno inneggiato al diritto ad autodeterminarsi, a resistere alla violenza, all’autodifesa come pratica collettiva.

Una resistenza e una lotta che non passano solo attraverso il rumore e le grida, ma anche attraverso il silenzio, come quello delle manifestanti che si sono sedute per un minuto in silenzio per ricordare le donne vittima di femminicidio.

Particolarmente di impatto la performance collettiva in cui tutte le attiviste hanno agitato le chiavi di casa facendo rumore con esse. Il forte valore simbolico di questo gesto dai molteplici significati viene spiegato da una delle organizzatrici: ”Agitiamo le chiavi di casa facendo rumore perché spesso il maschio stupratore ha le chiavi di casa. È la nostra denuncia della violenza domestica. Ma è anche il gesto che facciamo tornando la sera a casa da sole, per farci coraggio”. La performance si è conclusa col coro “Lo stupratore non è malato, è il figlio sano del patriarcato”. E “Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano”.

Il senso profondo di questa giornata viene riassunto dalle stesse attiviste di “Non Una di Meno” in un post pubblicato sui loro social. Il testo di questo è riportato qui di seguito ed è legato proprio a quelle chiavi di casa, simbolo dell’oppressione e della paura che, nel denunciare i soprusi subiti, possono diventare strumento di ribellione e liberazione:

“Abbiamo imparato a tornare a casa così: con le chiavi di casa strette in un pugno e nell’altro il telefono.
Nessuno ce l’ha insegnato, ma abbiamo scoperto di farlo tutte.

Vi sembriamo esagerate?
In Italia muore una donna cis o trans ogni tre giorni per mano di un uomo. Non siamo esagerate, siamo realiste e consapevoli.

Queste chiavi che stringiamo in mano sono la nostra autodifesa fuori casa, e al tempo stesso sono il simbolo del luogo dove più spesso si consuma la violenza: è in casa che la maggior parte delle donne e di tutte le persone che non sono maschi cis etero subisce violenza da parte di mariti, compagni, padri e fratelli.

Noi abbiamo imparato a difenderci, siamo state costrette a impararlo e lo faremo sempre più unite e solidali. Ma sempre e da oggi ogni ora di più pretendiamo che siate voi, ad imparare e non noi ad avere paura.

Imparate voi a non molestarci, a non guardarci e pretenderci come fossimo degli oggetti.
Imparate a non molestare, manipolare e stuprare.
Imparate voi a non controllarci, a non limitarci, a non picchiarci.
Imparate voi a non deriderci, svilirci, ignorarci.
Imparate voi a non ucciderci.”.

ROMA, 26 NOVEMBRE 2022. BASTA GUERRE SUI NOSTRI CORPI.

Sofia Racco

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