Henry Selick e l’animazione stop-motion: genio (s)conosciuto

In una recente intervista con AVClub, per celebrare l’uscita del suo ultimo film Wendell & Wild, la leggenda dell’arte dell’animazione Henry Selick ammette di non essere molto felice di come uno dei suoi capolavori, The Nightmare Before Christmas, venga attribuito alla persona sbagliata:

“[Il film] non si chiamava Tim Burton’s Nightmare fino a tre settimane prima che uscisse. E non mi sarebbe dispiaciuto, se fosse stato quello che mi aspettavo. Ma Tim era a [Los Angeles] a fare due film mentre io dirigevo il mio, e voglio dire, Tim è un genio – o almeno lo è certamente stato nei suoi anni più creativi. […] Ma siamo stati io e il mio team che abbiamo portato [il film] in vita”.

C’è da dire che, purtroppo, Selick non sta esagerando. La maggior parte delle persone che conoscono il film lo attribuiscono erroneamente solo a Tim Burton. L’artista, in realtà, ha il credito di aver scritto la storia originale e aver disegnato i personaggi, ma non dell’effettiva realizzazione del film d’animazione in stop-motion. Chi appartiene alla community del cinema d’animazione questo lo sa bene – è come correggere qualcuno che attribuisce la creazione dei film Pixar alla Disney. Ma da coloro che di animazione se ne intendono poco, perchè non interessati o convinti – erroneamente – che sia “una cosa da bambini”, Selick è poco conosciuto.

(Fonte: https://www.nerdevil.it/2018/03/15/regista-coraline-nuovo-film-netflix/)

Ma chi è Henry Selick?

Nato nel New Jersey nel 1952, si appassiona al mondo dell’animazione da bambino quando vede per la prima volta The Adventures of Prince Achmed e Il 7° viaggio di Sinbad: da lì, decide cosa farà da grande. Studia arte nel proprio stato natale, per poi spostarsi a New York, Londra e infine in California, dove si concentra sulla paziente e delicata arte dell’animazione stop-motion, suo metodo prediletto. Due suoi corti, Phases e Tube Tales, vengono successivamente nominati agli Student Academy Awards – in pratica, gli Oscar studenteschi. Da lì, inizia a fare gavetta ai Walt Disney Studios, finché non gli vengono assegnati due dei suoi più grandi progetti: il già citato e contemporaneamente halloween-iano e natalizio Nightmare Before Christmas del 1993 e James e la pesca gigante del 1996, che combina stop-motion e live-action insieme.

Dopo un flop economico e qualitativo con Monkeybone (2001), Selick diventa direttore generale dell’animazione per il neonato studio Laika, per poi lavorare al suo secondo capolavoro: Coraline, del 2009. Basato sull’omonimo romanzo di Neil Gaiman, è ancora oggi uno dei film di animazione più apprezzati sia da pubblico e critica per la qualità della regia e dello stop-motion, la storia e i messaggi trasmessi. Ha ottenuto varie nomination: agli Oscar, ai BAFTA e ai Golden Globe per Miglior Film d’Animazione. Purtroppo però, il creatore continua ad essere solo un nome di nicchia per i più appassionati.

I demoni Wendell (Keegan-Michael Key) e Wild (Jordan Peele) (Fonte: https://gkpb.com.br/100459/wendell-wild-henry-selick-jordan-peele-trailer/)

Wendell & Wild

Ora siamo al 2022 e, dopo anni di silenzio e progetti scartati, questo 28 Ottobre su Netflix è approdato Wendell & Wild, prodotto insieme a Jordan Peele, uno dei più grandi nomi dell’horror moderno, regista di Get Out (2017) e Us (2019). Il film parla di Kat, una ragazza orfana che viene incastrata in un piano dei demoni Wendell e Wild in cambio della vita dei suoi genitori. Già considerato un nuovo classico di Halloween, il film ha ricevuto critiche positive subito dopo la sua uscita. E, per la prima volta, Selick è al centro dell’attenzione mediatica: dopo varie interviste rilasciate, come quella citata in questo articolo, molti hanno rivisto i primi film del regista con un occhio nuovo, andando ad apprezzare il creatore e il team che ha guidato piuttosto che il grande nome stampato sulle copertine promozionali – oltre ad apprezzare e ri-apprezzare pellicole che hanno creato l’infanzia di uno svariato numero di persone.

L’animazione, si sa, è retta dai grandi nomi: da Disney a Miyazaki fino ad arrivare a Don Bluth. Per questo è difficile emergere, anche se sei stato nell’industria per anni e hai contribuito a più di un singolo frame. Si può solo sperare che, ora che il nome di Selick sta girando nelle bocche del pubblico di massa, la stessa cosa possa accadere per altri validissimi artisti che hanno fatto del rendere i sogni in realtà il proprio lavoro

Gaia Sposari

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