I momenti più memorabili della storia della musica

La musica fa ormai parte della nostra quotidianità da svariati decenni, si evolve e assume sempre nuove forme e modalità di ascolto. Dal rock, al pop, al rap, i generi musicali sono pressoché infiniti; sono tantissimi gli artisti da tutto il mondo ascoltati ogni giorno e tanti altri sono sul punto di emergere. Guardando alle nostre spalle, tuttavia, possiamo riconoscere artisti musicali ed eventi fondamentali che sono andati a costituire vere e proprie pietre miliari della storia della musica e che difficilmente verranno dimenticati, nonostante la continua evoluzione a cui è sottoposto il panorama musicale.

Oggi andremo a vedere quali sono queste pietre miliari, in particolare i momenti cardine che hanno rivoluzionato la storia della musica.

The Sugarhill gang- rapper’s delight

Fonte: i.pinimg.com

Rapper’s delight è una canzone del genere rap-hip hop, prodotta dalla band Sugarhill gang nel 1979. Nonostante il genere fosse già piuttosto in voga in quel periodo, questa canzone fu la prima a finire in poco tempo nella Top 40 delle classifiche musicali del tempo. Questo evento fu fondamentale per la popolarizzazione del genere hip-hop, al tempo considerato passeggero e destinato a scomparire, portandolo invece ad essere uno dei generi più influenti della storia della musica. L’emergere di questo genere su scala globale ha infatti permesso la nascita di svariati sottogeneri del pop e del rap, molti dei quali ancora oggi sono in vetta alle classifiche e in continua evoluzione.

L’MTV unplugged dei Nirvana

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Negli anni ’90 la gente poteva guardare in televisione, grazie a MTV, le esibizioni live degli artisti e i video musicali, diventando un vero e proprio mezzo per una rivoluzione musicale che andava ad affiancare i video alla semplice musica ascoltata tramite radio. Negli studi dell’emettente televisiva MTV furono tantissime le esibizioni live: Paul McCartney, R.E.M., David Bowie… tuttavia l’esibizione senza dubbio più iconica fu quella dei Nirvana, avvenuta nel 1993 e definita come una delle più struggenti e memorabili. La nota band grunge di Seattle formata da Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl deliziò il pubblico con quello che fu definito come uno dei migliori live di sempre, quello che tutti ricordano meglio. A rendere ancora più memorabile il tutto vi è sicuramente il set funereo e la voce rotta di Kurt, il quale morì solo pochi mesi dopo.

Jimi Hendrix a Woodstock

Tutti hanno sentito parlare, almeno una volta, dell’iconico festival di Woodstock del 1969, un weekend interamente dedicato alla musica del tempo che aveva attirato a sé quasi mezzo milione di spettatori. In quell’occasione, che senz’altro aveva segnato uno dei più importanti momenti della storia del rock, aveva visto esibirsi numerosi artisti importanti, tra cui i Jefferson Airplanes, i Who e Janis Joplin; a concludere il festival, il lunedì mattina, fu il noto cantautore Jimi Hendrix, il quale ebbe più di tutti un enorme impatto culturale sulla società di allora, grazie alla sua memorabile esibizione. Facendo ruggire la sua Fender Stratocaster, egli si lanciò nella sua personale rivisitazione dell’inno nazionale americano: una dura metafora volta a rievocare la distruzione della guerra in Vietnam, unendo la protesta all’amore di Hendrix per gli Stati Uniti.

Tony Iommi e la nascita del metal

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Sembrerebbe una barzelletta, eppure pare che il genere metal sia nato per caso! La sua nascita è dovuta letteralmente a un incidente: il giovane Tony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath, all’età di 17 anni ebbe un incidente che gli causò la perdita di alcune falangi della mano destra, ma questo non scoraggiò la sua passione per la musica e in particolare per la chitarra. Grazie alla realizzazione di protesi in plastica, egli poté tornare a suonare, ma dovette adattare le corde della chitarra alla sensibilità delle sue dita, abbassandone la tonalità. Questo portò alla nascita dell’iconico suono metal. Così i Black Sabbath, grazie alle cosiddette powerchords e alle accordature ribassate, vennero considerati come i precursori del genere metal.

Bob Dylan suona la chitarra elettrica

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Bob Dylan è considerato uno dei più influenti cantautori della storia, grazie ai suoi testi poetici che hanno meritato addirittura il Nobel per la letteratura. Da sempre considerato simbolo del folk, nel 1965 stupì tutti quando si esibì al Newport Folk Festival con una chitarra elettrica, provocando l’ira degli organizzatori e del pubblico, i quali non accettavano l’utilizzo dell’elettrica ad un festival dedicato alla musica folk. Però, ormai, il panorama musicale aveva subito una rivoluzione segnata dall’ascesa definitiva della musica rock.

Monica Poletti

Immagine copertina: Pinterest.

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