Il ritorno del pop-punk

Il pop-punk è uno degli elementi più emblematici e ricordati dei primi anni 2000: un genere che, come dice il nome, mischia il liricismo e l’attitudine del punk con uno stile di scrittura che è più tipica del pop, creando ritornelli orecchiabili e (soprattutto) commerciali, andando a smussare gli angoli di un genere che con il pop non voleva avere niente a che fare e che, anzi, era nato per contrastarlo. Per questo il termine in sé è un ossimoro, ma ormai è entrato nel linguaggio dei critici musicali in modo così diffuso che non cì sarà mai modo di cambiarlo. Tra le icone del genere troviamo figure come Avril Lavigne e soprattutto band come Green Day, Weezer, Paramore, All Time Low, Blink-182, Panic! at the Disco e Good Charlotte, ma anche band che hanno spaziato nel genere emo come My Chemical Romance e Fall Out Boy. Molti di questi artisti sono recentemente tornati con nuovi brani e album, o annunci speciali (emblematico è il ritorno degli MCR soprattutto, in quanto si erano separati nel 2013 spezzando molti cuori) oppure sono tornati alle proprie radici musicali dopo un breve detour verso altri orizzonti. Su Spotify, il genere è riconosciuto e playlist come Pop Punk Powerhouses hanno più di 2 milioni di like. Insomma, il genere ha subito un vero e proprio revival, grazie anche all’approdo di nuovi artisti, e gira tutto attorno a due elementi: la pandemia e coloro che sono cresciuti con questa musica in primo luogo.

My Chemical Romance nel 2021 (Fonte: https://www.radiofreccia.it/notizie/articoli/my-chemical-romance-a-bologna-gli-orari-e-il-pit/)

Durante il lockdown, l’internet è stato testimone del revival di una serie di subcultures legate all’infanzia delle generazioni Millennials e Gen-Z, prettamente per poter ricordare gli anni in cui si era cresciuti da piccoli, senza ansie e paure, ma con la (percepita) maturità, i gusti e il senso fashion-forward dell’età adulta e adolescente: lo Y2K e il McBling sono state tra le aesthetics più in auge, ma molti hanno iniziato di nuovo ad ascoltare le band e gli artisti più dark che amavano alle scuole medie e superiori (luoghi contenitore del teen angst, quel sentimento di rabbia verso il mondo tipico degli adolescenti), sperando di poter viaggiare indietro nel tempo almeno con la mente. Ciò che era stato considerato “cringe”, nel lingo di internet, era velocemente tornato ad essere di moda via hashtags su TikTok e reactions su Youtube.

Ovviamente la comunità internet non è stata l’unico capro espiatorio della rinascita del pop-punk, perché, casualmente, il secondo ingrediente è stato il boom di pochi anni prima dei rapper e trapper indipendenti su Soundcloud. Anche se possono sembrare due generi opposti, molti dei rapper appartenenti alle generazioni citate prima come Lil Uzi Vert e Lil Peep, cresciuti a pane e punk-pop, hanno usato la tecnica del sampling per inserire, appunto, sample di canzoni del genere nei propri brani, oltre a citare varie figure chiave come Hailey Williams, Pete Wentz e Gerard Way come la loro maggiore ispirazione nella scrittura dei propri testi. Ciò ha anche portato la giovane audience di questi rapper ad approcciarsi agli artisti pop-punk. Sempre sul panorama musicale, molte di queste band hanno anche subito dei cambiamenti importanti a livello della propria struttura interna, portando molti ex-membri a creare il proprio gruppo o lavorare da soli: l’esempio più lampante è quello di I Don’t Know How But They Found Me (conosciuti anche come IDKHow), band formata da Dallon Weekes, storico musicista di Panic! at the Disco, dei quali ormai rimane solo il fontman Brandon Urie. Molti artisti nuovi, allo stesso tempo, hanno messo piede nel genere per vedere se sarebbe potuta essere una mossa intelligente: per Olivia Rodrigo lo è stata, come attesta la popolarità di good 4 u. Per altri meno, soprattutto per Machine Gun Kelly, già odiato dalla scena rap nella quale è nato e ora visto come il main villain del nuovo habitat nel quale si è nascosto, bombardato da critiche oggettive e recensioni negative che non sembra in grado di accettare.

Copertina del nuovo album di Avril Lavigne, Love Sux (Fonte: https://www.wondernetmag.com/2022/02/23/avril-lavigne-love-sux/)

Ora, arrivati al 2022, con una comunità paradossalmente nuova e studiata, e anche una spinta verso l’inclusività nella scena grazie a nuove figure come WILLOW e NOAHFINNCE, rispettivamente la prima ragazza nera e il primo ragazzo trans a raggiungere un livello altissimo di popolarità all’interno di questo ambiente musicale, il pop-punk non sembra arrestare la propria corsa verso un nuovo riconoscimento mainstream e la gloria degli anni passati. C’è solamente da chiedersi se il serpente continuerà a mordersi la coda, ripetendo il ciclo finché ci sarà sempre qualcuno che vorrà cantare Thanks for the Memories e Misery Business a squarciagola.

Gaia Sposari

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