Crisi Juventus: di chi è la colpa?

Sono tempi bui in casa Juventus. La Vecchia Signora non riesce a trovare risultati positivi, nè in Campionato, tantomeno in Champions League. Ciò che preoccupa e stranisce l’ambiente bianconero è la tenuta fisica e mentale quando scende in campo. Praticamente in ogni partita si registra un calo dopo il gol del vantaggio, che culmina con prestazioni nettamente al di sotto delle aspettative e con la mancanza di risultati. Sono solo due le vittorie conquistate in otto partite stagionali, con quattro pareggi e due sconfitte in Champions League che mettono in dubbio anche il superamento del girone che, oltre ad essere un danno sportivo, rappresenterebbe una gravissima perdita dal punto di vista economico. Di chi è la responsabilità di questo inizio di stagione così problematico?

La maggior parte dei tifosi riconosce come colpevole Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese ha sicuramente più di qualche responsabilità, non essendo riuscito ad infondere un’idea di gioco alla sua squadra e non apportando alcun miglioramento in più di un anno di lavoro. La squadra in campo appare spaesata, le azioni improvvisate e anche lui stesso sembra confuso: non c’è stata mai una partita in cui l’ex allenatore del Milan non abbia cambiato almeno due moduli. Inoltre, sotto la lente d’ingrandimento c’è la gestione dei cambi, soprattutto contro il Benfica: la sostituzione di Milik è stata criticata da tutti, in primis da Di Maria, come testimonia un video registrato dopo la partita.

Allegri però non può essere l’unico responsabile. La crisi che sta vivendo la Juventus è frutto di una serie di errori avvenuti a più livelli, a partire dal calciomercato. L’ultima campagna acquisti della squadra torinese è stata per lo più frutto di occasioni di mercato: Pogba e Di Maria sono stati due parametri zero che sicuramente innalzano il livello della squadra, ma le loro precarie condizioni fisiche erano note. Ciò che è lampante è la mancanza di uomini in determinate posizioni: Bonucci, 35 anni, non può più essere considerato il difensore titolare. Serviva quindi un difensore centrale più giovane che potesse giocare da subito al fianco di Bremer, oltre che un terzino. Sono troppi anni infatti che la Juventus non ha un terzino di livello internazionale, in un calcio in cui la loro spinta può essere determinante.

Questa situazione però è aggravata dai numerosi infortuni che non stanno permettendo ad Allegri di fare le adeguate rotazioni, visti i numerosissimi impegni ravvicinati. Ciò evidenzia una preparazione atletica e fisica non all’altezza, che sfocia in prestazioni pessime con la squadra sconnessa, anche mentalmente. I cali dopo 20 minuti delle ultime partite ne sono la netta dimostrazione.

A tutto ciò si devono aggiungere le responsabilità dei giocatori. Il calo dopo il gol con il Benfica (la peggiore uscita stagionale) o il secondo tempo contro la Fiorentina sono dovuti anche a calciatori tecnicamente e, a questo punto, mentalmente limitati. Citando ex campioni della Vecchia Signora, manca il “DNA della Juventus”. Come riacquisirlo? Ricreando uno zoccolo duro di giocatori che diventino leader nello spogliatoio e sul campo. Probabilmente ciò che manca di più a questa squadra.

Matteo Revellino

Crediti immagine in evidenza: spaziocalcio.it

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