Chi c’è dietro al virale “Mary on a Cross”? Una breve guida ai Ghost

E’ il 2006 quando Tobias Forge, conosciuto nella scena metal come il chitarrista dei Repugnant sotto il nome di Mary Goore, decide di scrivere il riff per “Stand By Him”, non sapendo ancora che il brano sarebbe stato succeduto da una serie di altri componimenti metal che avrebbero formato Opus Eponymous, il primo vero album della band svedese conosciuta come Ghost. Eppure, verrà nominato ai Grammy nella categoria di “Miglior album hard rock”, portandoli alla fama internazionale, poi alla pubblicazione di altri 4 album riconosciuti dalla critica, una vincita di un Grammy vero e proprio, una causa legale che sarebbe andata a rivelare la mente dietro a tutto ciò, la creazione di un brano per l’ultimo film della saga horror di Halloween (“Hunter’s Moon”), e infine (per ora) la fama di un singolo andato virale sulla scena alternativa e non di TikTok grazie a vari trend – “Mary On A Cross”, che parla di droghe, o sesso, o puro amore, dipende a chi lo si chiede.

Ghost nel 2022: Papa Emeritus Quarto (Tobias Forge) (Al centro) con i Nameless Ghouls

Dicendola tutta, i Ghost sono difficili da inquadrare per chi non si è mai avvicinato alla scena metal, soprattutto senza sapere la storia di finzione – o lore, come comunemente chiamata dai fan di internet – che c’è dietro. Non sono la prima band a farlo: i Gorillaz sono forse l’esempio più lampante di band che usano una narrativa fittizia per giustificare i propri temi musicali, oppure creare scenari per video musicali e album in modo da renderli più interessanti, o semplicemente per divertimento. Se i Gorillaz, però, sono personaggi disegnati da Jamie Hewlett attraverso i quali Damon Albarn organizza i suoi progetti musicali, per i Ghost, Forge si presenta dagli albori sempre in costume da anti-papa e i suoi musicisti come cultisti demoniaci, andando a richiamare lo stereotipico collegamento tra metal e satanismo creatosi negli USA durante gli anni ‘70 (il cosiddetto Satanic Panic, che tra l’altro è il concept su cui si basa l’EP Seven Inches of Satanic Panic, da cui viene “Mary On A Cross”). Per (quasi) ogni album si è succeduto un anti-papa ad un altro, capo e frontman della fittizia Church of Ghost, una chiesa satanica che usa la band come scusa per spargere la propria parola cantando di quasi tutti i peggiori incubi di ogni ultra-cristiano: dai rapporti sessuali, l’erba e i demoni alla peste e l’inevitabile caduta dei regimi estremisti. Insomma, tutto quello che può far accapponare la pelle ai più conservatori. Il tutto è incorniciato anche da una web-series leggera e senza pretese pubblicata sul canale ufficiale YouTube della band.

Forge incarna vari personaggi per proteggere la propria identità, o almeno questo era l’intento iniziale: Papa Emeritus Primo, Papa Emeritus Secondo, Papa Emeritus Terzo e infine il Cardinale Copia, ormai divenuto Papa Emeritus Quarto dopo un “antipapacidio” coi fiocchi sullo stage durante il loro concerto a Città del Messico nel Marzo del 2020, l’ultimo poco prima dello scoppio della pandemia. La segretezza dell’identità di Forge è rimasta tale fino all’Aprile 2017, rivelatasi pubblica in seguito ad una causa per una disputa riguardo i diritti d’autore tra lui e degli ex-membri. Ciò però non ha rovinato l’effetto di finzione della band, rivelandosi solamente un piccolo singhiozzo nella carriera di Forge. Recentemente, anche agli altri Nameless Ghouls (così vengono chiamati i musicisti mascherati che lavorano live durante i concerti con Forge) è stato permesso di rivelarsi, cosa precedentemente vietata nei loro contratti.

Da sinistra a destra: Papa Emeritus Primo, Papa Emeritus Secondo, Papa Emeritus Terzo e il Cardinale Copia

E’ importante però non farsi ingannare dalle apparenze: seppure con un’estetica tale, i Ghost vengono molto spesso considerati “non veramente metal” da un numero di elitisti per via del loro sound. Se Opus Eponymous (2010) e Infestissumam (2012) hanno un feel e dei temi classicamente heavy metal (il primo parla di una “oscurità che incombe” e il secondo dell’arrivo di essa, attraverso la nascita di un proverbiale anticristo), ci sono piccoli elementi che collegano la band anche al pop più classico, come per esempio la cover di “Here Comes the Sun” dei Beatles. Meliora (2015), che vinse ai Grammy’s come “Miglior Album Metal”, è l’album più apprezzato dalla critica e dai fan, descritto come un maestrale ibrido di generi e di diversi tipi di rock, non solo metal, con tema l’assenza di una forza divina e il vuoto che ciò può lasciare. Il più approcciabile (e solitamente il più consigliato per iniziare la propria discesa nella discografia dei Ghost) è Prequelle (2018), tema questa volta la peste nera: descritto spesso come il più pop degli album per via del pezzo dance rock “Dance Macabre” e un brano strumentale con un inaspettato assolo di sassofono, “Miasma”, è stato descritto come “se gli ABBA facessero un album metal”. Infine, escludendo gli EP, abbiamo l’ultimo album: Impera (2022), nella stessa vena musicale di Prequelle, forse solo un po’ più camp, parla del ciclo di ascesa e discesa degli Imperi, e della ricerca scientifica e della colonizzazione legate ad essi.

Se conoscete i Ghost solo per “Mary On A Cross”, il secondo brano tratto dall’EP Seven Inches, “Kiss the Go-Goat” sarà in grado di conquistare con il suo groove quasi-metal ispirato agli anni ‘70. Se non interessati a ciò, Prequelle è sicuramente il migliore step successivo per approcciarsi alla musica di Forge e compagnia grazie al suo suono più tipicamente pop – da lì in poi, è una questione di gusti e di quali aspetti della band interessano di più. Ad ogni modo, è sempre bello vedere nuovi sound diventare popolari grazie al potere dell’internet.

Gaia Sposari

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