Quando il maschilismo eclissa il talento: l’altra Mozart.

In copertina: Maria Anna Mozart

Oggi la società ha fatto grandi passi avanti e, nonostante possiamo ancora dirci lontani dalla totale parità dei sessi dal punto di vista ideologico, il forte impatto del femminismo ha senza dubbio portato a una trasformazione culturale e politica rispetto ai secoli scorsi.

Facendo un passo indietro, tuttavia, è impossibile non notare come ci sia un ampio divario tra personaggi storici illustri, i quali sono quasi sempre uomini. Diceva Stendhal, nel 1800, che se un genio fosse nato donna, la sua opera non sarebbe mai venuta alla luce.

È il caso di Maria Anna Mozart, la sorella maggiore del noto compositore Wolfgang Amadeus Mozart, che divenne presto nota al popolo per il suo incredibile talento, ma altrettanto rapidamente eclissata da quella stessa società maschilista e misogina.

Soprannominata Nannerl, nacque a Salisburgo il 30 luglio 1751 da Leopold e Anna Maria Mozart e venne avviata dal padre alla musica fin da giovanissima. La bambina mostrò un grandissimo talento precoce, tanto che alcuni documenti dell’epoca la definirono come “migliore pianista d’Europa” a soli 12 anni. Lei e il fratello Wolfgang Amadeus si esibivano al clavicembalo e al pianoforte in giro per il Vecchio Mondo. Il musicista aveva sempre avuto una grande ammirazione per il talento della sorella, tanto che la incoraggiava a continuare a comporre, sottoponendo alla sua analisi le proprie partiture per riceverne un’opinione.

Purtroppo, dell’opera di Nannerl non è rimasta alcuna traccia ufficiale, ma si discute molto su alcune composizioni di Amadeus che sembrano appartenere alla mano della sorella: è il caso del Concerto per due pianoforti e orchestra KV 365. Inoltre, sono stati rinvenuti gli spartiti originali di alcuni concerti per violino del noto musicista, i quali presentano una calligrafia diversa e sono firmati con Amadeus Wolfgang, diverso dall’autografo originale Wolfgang Amadeus: probabile si tratti di lei. Era noto che Maria Anna componesse brani per il fratello minore, affinché da bambino imparasse a suonare, ed è altrettanto noto che fosse lei a trasporre su carta le composizioni di quest’ultimo. Il suo talento era enormemente riconosciuto: fu addirittura invitata a suonare alla corte dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria. Leopold affermava che sua figlia era una delle migliori musiciste d’Europa, e diverse persone garantivano che il suo talento fosse addirittura superiore a quello di suo fratello.

Ritratto di Anna Maria Mozart con il fratello

Purtroppo, l’epoca in cui visse le riservò un triste destino: non appena ebbe compiuto 18 anni, la giovane e talentuosa Nannerl fu obbligata ad allontanarsi dalla scena musicale e a sposare un ricco magistrato. La bravura e l’orgoglio paterno non furono sufficienti a farla continuare per quella strada, cambiando rotta per dedicarsi a una vita “più adatta ad una donna”, secondo la mentalità dell’epoca. Si trasferì con il marito a Sankt Gilgen e presto i rapporti con il fratello si raffreddarono, in seguito al matrimonio di lui con Constanze Weber. Solo quando rimase vedova, nel 1801, Maria Anna Mozart poté tornare a dedicarsi alla musica, divenendo insegnante di pianoforte. Oggi la sua tomba si trova a San Pietro di Salisburgo, accanto a quelle dei due compositori Johann e Franz Haydn.

Molti sostengono che il talento di Wolfgang Amadeus sia dovuto soprattutto all’esempio offerto dalla sorella maggiore, che gli trasmise l’amore per la musica. Viene spontaneo chiedersi, dunque, quali sarebbero state le conseguenze se le cose fossero andate diversamente, se il genio di Maria Anna non fosse stato soppresso dal maschilismo e il suo talento perso per sempre. Ed è qui che è altrettanto spontaneo domandarsi quanti grandi talenti abbiamo perso nel corso dei secoli, perché nati in un corpo femminile. Magari, un giorno, la storia renderà loro giustizia.

Monica Poletti

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