La moda genderless

Molto probabilmente, ognuno/a di noi ricorderà che da piccolo/a, ci è stato insegnato che la gonna è un indumento esclusivamente per donne, come anche i tacchi e l’indossare il rossetto o lo smalto. Oggi, questa distinzione netta tra ciò che indossabile solo dal genere maschile o solo da quello femminile non è più tollerata. La società di oggi è fluida, non binaria, la semplice distinzione uomo-donna è riduttiva e discriminante.

La società di oggi è più aperta e anche la moda, da diversi anni, sta cercando nel suo piccolo di essere il più paritaria possibile, introducendo dei capi genderless, ovvero senza genere, indossabili dunque indistintamente da uomini, donne, persone trans o no gender. Sono numerosi i brand italiani e non che si sono movimentati per rendere la moda sempre più inclusiva, tra i tanti citiamo Vescovo, Xumu, Riley Studio e ancora Phira London, specializzata nella realizzazione di gioielli agender.

La moda genderless non riguarda solo capi di abbigliamento e bigiotteria agender, bensí cerca di rivoluzionare le nostre abitudini combattendo giorno dopo giorno gli stereotipi. Un esempio di rivoluzione è il fatto che oggi lo smalto per unghie venga utilizzato anche da persone di sesso maschile, come anche gli orecchini pendenti e il trucco.

Diverse sono le personalità di spicco che hanno deciso di combattere per rendere la moda piú inclusiva e agender possibile, Harry Styles tra i primi. Il cantante britannico, infatti, lo scorso 2020 é stato il primo uomo a essere ritratto sulla copertina della famosa rivista Vogue e per l’occasione si è fatto fotografare con un abito, secondo gli stereotipi, da donna. Diverse le critiche e le preoccupazioni riguardo questa scelta. Inutile dire che Harry non ha dato ascolto alla gente e, giusto pochi giorni fa, ha lanciato la sua nuova linea di smalti e skincare, chiamata Pleasing. Harry Styles non è l’unico ad avere a cuore la questione: tra gli altri ricordiamo Achille Lauro e il brand Gucci.

Per concludere, riportiamo le parole di Lorenzo Osti, presidente di C.P Company, storico brand italiano di Sportswear, il quale ha affermato: “Ritengo che con la necessaria e sempre maggiore accettazione del concetto di identità di genere, che sposta il concetto di genere da una caratteristica anatomica a una più complessa e personale percezione di sé, sia naturale che l’abbigliamento, uno dei principali mezzi di espressione della propria identità, rifletta questa fluidità e si adatti per rappresentarla”.

Alessandra Vegis

crediti foto di copertina: H&M unisex collection

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